PASQUA 2014

Consolata Hospital Ikonda, 25 Marzo 2014

Carissimi Amici, Benefattori e Sostenitori,
l'approssimarsi della S. Pasqua mi dà l'occasione di scrivervi e di inviarvi gli auguri per questa solennità particolarmente significativa per noi cristiani. Ho sempre considerato la Pasqua come la festa che dà ispirazione e orientamento al nostro lavoro missionario. Papa Francesco nella sua lettera per la Quaresima di quest'anno, usando le parole di S. Paolo ai Cristiani di Corinto (2 Cor. 8,09), ci ha ricordato una realtà importante: "Cristo, benché ricco, si è fatto povero per noi facendoci tutti ricchi".
S. Paolo con queste parole intendeva spronare i cristiani di Corinto a venire in aiuto con generosità alla Chiesa di Gerusalemme. Papa Francesco intende anche suggerire che Dio è visibile non nel potere e nelle ricchezze, ma negli umili, nei poveri, nelle persone che non hanno nulla.
Questo è un insegnamento per tutti noi, e qui a Ikonda ogni giorno abbiamo l'opportunità di vedere e servire Dio nelle persone che ricorrono a noi per curarsi e per essere aiutate. Sì, sono tanti gli ammalati in questo periodo, nonostante che le piogge torrenziali e continue abbiano rovinato la strada rendendola un susseguirsi di buche e voragini.
Gli ammalati che giungono al Consolata Hospital percorrendo 80 km di questa terribile strada devono essere veramente disperati e devono avere una grande fiducia nel nostro ospedale. E così, tra piogge torrenziali e temporali, si va avanti cercando di servire tutti, di infondere speranza e di fornire le migliori cure possibili.
Oltre alle consuete iniziative assistenziali, stiamo cercando di tener fede a tutti gli impegni che ci siamo prefissi per il 2014.
È stato acquistato il nuovo amplificatore di brillanza, ma ora ci resta da pagare la seconda rata di 34.125 $. La nuova sterilizzatrice, pur con grande ritardo, arriverà via container assieme al nuovo compressore, che ci permetterà di raddoppiare la produzione dell'impianto dell'ossigeno.
Due settimane fa la dr.sa Manuela ha acquistato farmaci e materiale sanitario per un valore di oltre 71.000 euro, trasportati a Ikonda con due camion da 10 tonnellate ciascuno. Il nuovo reparto di ortopedia è sempre affollato e l'avvicendarsi degli ortopedici dall'Italia contribuisce a richiamare un gran numero di pazienti. Purtroppo abbiamo dovuto acquistare un nuovo trapano con relative batterie e carica batteria. Una spesa imprevista di oltre 15.000 $.
Fratel Gianfranco è rientrato dall'Italia e, nonostante le piogge, sta proseguendo la costruzione delle case per gli infermieri e sta avviando lo studio per la costruzione dei garage e dei magazzini.
L'unità di rianimazione resta un sogno nel cassetto, ma forse piano piano cominceremo a realizzare qualche cosa.
Stiamo ultimando gli allacciamenti alla linea elettrica nazionale, che ci permetteranno di avere maggior disponibilità di energia oltre a quella generata dalla nostra turbina idroelettrica. Questo lavoro è iniziato ai primi di dicembre, e solo ora lo stiamo portando a termine.
Attualmente, la nostra comunità risulta composta da p. Ceschia (90 anni a novembre), da me, da fratel Gianfranco, dalla dr.sa Manuela, dalla dr.sa Barbara, dall'infermiera Cinzia e dalla laboratorista Virginia. Inoltre, abbiamo sempre tanti medici dall'Italia che a turno si alternano. Questo, oltre che essere un grande aiuto, contribuisce a incrementare la professionalità dell'ospedale.
Da domani arriveranno all'ospedale dei bambini con delle gravi malformazioni da un orfanotrofio che dista oltre 400 km da Ikonda. Il dr. Vasciaveo e i suoi collaboratori cercheranno di curarli per farli camminare di nuovo.
È difficile descrivere tutto. Nell'ospedale e nel day hospital è un continuo via vai di pazienti a tutte le ore del giorno, e anche alla sera tardi o nella notte giungono pazienti. E se da una parte è bello vedere la gioia delle persone guarite che ritornano quasi con una nuova speranza ai loro villaggi, caricando sulla testa i loro fagotti e le loro povere cose, è invece triste assistere al dolore delle persone che non ce la fanno. Quante persone ammalate di Hiv/aids … È il dramma di ogni giorno a cui non riusciamo e non possiamo porre rimedio. Nascondendo la tristezza dico spesso a me stesso e a tutti i collaboratori: "Noi facciamo tutto il possibile; non scoraggiamoci e andiamo avanti …".
Carissimi, sono stato lungo e forse vi ho annoiato con tutte queste notizie. Ma voi, vi prego, non annoiatevi di Ikonda. Il Consolata Hospital va avanti perché ci siete voi. Alcuni di voi che sono venuti a visitare l'ospedale hanno confermato che Ikonda è veramente un "miracolo". La Consolata, la Provvidenza, e tutti voi lo avete reso possibile. A volte mi sembra un peso, ma se siamo in tanti a portarlo forse sembrerà più leggero … E poi la carità sarà faticosa, ma non è mai un peso.

Anche quest'anno, ai primi di maggio, sarò per alcuni giorni in Italia per partecipare a un incontro del nostro Istituto a Roma. Sarà difficile vederci come lo scorso anno. Ma a tutti voglio far giungere un gioioso augurio pasquale e il ricordo e la riconoscenza del cuore. Una preghiera, un grazie e Buona Pasqua.
P. Sandro

 

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Il CONSOLATA HOSPITAL DI IKONDA cerca urgentemente medici otorini.
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