Racconti

Petro e i suoi amici

Petro è uno dei tanti bambini che ogni mese arriva all'ospedale per le visite e le medicine presso la Hiv/Aids Clinic. E' sempre accompagnato dalla mamma Mwalemi.

Mwalemi (grazie) è una donna di soli 26 anni. E' rimasta sola con Petro perché il marito, dopo averla abbandonata, è morto. Entrambi sono sieropositivi. Tutto cominciò due anni fa. Petro fu ricoverato all'ospedale con una forma di tubercolosi, ma la causa di tutto era l'Aids.

Nessuno avrebbe scommesso sulla sua guarigione, ma le cure, il cibo scelto, il latte, l'affetto di cui fu circondato e…il buon Dio hanno fatto il miracolo. Petro trascorse tre mesi all'ospedale e sua madre, nel frattempo, iniziò la terapia antiretrovirale.

Petro è un bambino sempre sorridente. Credo di non averlo mai visto piangere o imbronciato. Gradualmente prese confidenza con l'ambiente, con i lunghi corridoi, con le infermiere, con le suore che lo vestivano di abitini sgargianti. Un giorno lo vidi sbirciare dalla porta semiaperta del mio ufficio.

Era appoggiato allo stipite e intravedevo il suo pancino ancora gonfio e sentivo il suo caratteristico respiro ansimante. Poi, facendosi coraggio, bisbigliò: " Pipi " (caramella). Nell'armadio Suor Adelia mette sempre delle caramelle e lecca-lecca. Se ne infilò uno in bocca e uno nella spaziosa tasca dei suoi calzoncini e corse via ansimando.

Da quel giorno le sue visite al mio ufficio non mancarono mai.

A volte giungeva con degli amichetti di passaggio o altri bambini ricoverati con lui in ospedale.

Anche oggi non è mancato all'appuntamento della Hiv/Aids Clinic e tanto meno all'appuntamento con l'armadio dei lecca-lecca e delle caramelle.

Questa mattina Petro è venuto all'ospedale, ha dovuto fare i test di ematologia, ma Petro è abituato ad aghi, siringhe, iniezioni e, senza piangere, dà l'esempio agli altri bambini che periodicamente vengono per i controlli.

Poi nel tardo pomeriggio Mwalemi e Petro partiranno con la razione di latte e cibo per un mese.

Dormiranno da amici qui nel villaggio di Ikonda e domattina ritorneranno al loro villaggio di Ukwama che dista tre ore di cammino.

p. Sandro

APPELLO

Il CONSOLATA HOSPITAL DI IKONDA cerca urgentemente medici otorini.
L'ospedale è dotato della strumentazione di base

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Dott. Stefano Righini +39335330737